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| Dal sito Piccola Grande Italia |
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Approvato dalla Camera dei deputati il 21 gennaio 2003 il Disegno di
Legge Realacci Bocchino, porta il nome dei suoi primi firmatari ma
è passato all'unanimità alla camera dei deputati
e da allora aspetta di essere discussa al Senato.
Nata da un primo studio fatto da Legambiente-Confcommercio e
Serico-Cresme, che evidenzia la fragilità di questa Italia
minore, ma anche le enormi potenzialità turistiche, storiche
ed economiche dei piccoli campanili.
Il disegno di legge propone quel mix di innovazione e tradizione, di
valorizzazione delle produzioni tipiche locali e delle nuove
possibilità offerte dal turismo culturale e enogastronomico.
Realacci (Legambiente) esprime soddisfazione: "con la legge uno
strumento in più per valorizzare questo patrimonio di saperi
e sapori"
LEGAMBIENTE. Soldi a chi si trasferisce nei piccoli comuni,
un’Ici agevolata per i residenti, incentivi per chi recupera
il patrimonio edilizio. E poi regole molto più elastiche per
gli esercizi commerciali (a partire dagli orari di apertura) che
potranno trasformarsi in centri multiservizi: oltre al pane e al
detersivo potranno infatti vendere servizi postali o bancari,
assicurando un´entrata aggiuntiva che consenta loro di
mantenere in vita l´attività. Quindi anche
interventi connessi alle vecchie e alle nuove tecnologie, con
l’impegno della tv di promuovere anche con appositi programmi
le peculiarità storiche o enogastronomiche dei paesi e dei
paesini italiani e un deciso investimento su internet, teso a mettere
in rete i piccoli comuni e a pubblicizzare, attraverso uno specifico
portale, i prodotti alimentari tipici e le attività
tradizionali.
Così potranno cambiare i 5.828 piccoli comuni italiani con
meno di 5.000 abitanti, grazie all’approvazione - oggi alla
Camera - della legge Realacci-Bocchino. Una legge fortemente voluta da
Legambiente che oggi, dopo un iter di poco più di due anni e
un consenso parlamentare assolutamente bipartisan (oggi tutti
favorevoli e un solo voto contrario alla Camera), trova finalmente
l´approvazione di uno dei due rami del parlamento.
"La piccola grande Italia, l´Italia dei piccoli comuni
è spesso in deficit a causa di spopolamento, impoverimento,
assenza di investimenti - sottolinea Ermete Realacci, presidente
nazionale di Legambiente e ideatore della legge. Queste non sono
però aree sciaguratamente deboli, ma soltanto aree non messe
in condizione di competere e dunque costrette a tenere sotterrati i
propri talenti. Questa legge può essere un primo passo per
trasformare un problema in opportunità: occorre investire
nelle peculiarità di questa piccola grande Italia, in queste
migliaia di centri storici che custodiscono l’immenso
patrimonio culturale e storico, naturale ma anche enogastronomico del
Paese. E’ in queste zone che troviamo vasta parte dei beni
culturali nazionali, chiese e conventi, dimore storiche e giardini,
archivi e biblioteche. E sempre qui alberga l’Italia dei
prodotti tipici, delle tradizioni, dell’artigianato
artistico, della coesione sociale. Risorse immense che, valorizzate in
modo adeguato, diventano uno dei motori di un nuovo sviluppo economico
del Paese, una forza nuova capace di renderci competitivi, con una
nostra identità, anche nel processo di globalizzazione in
corso". Ed è proprio questo mix di innovazione e tradizione,
di valorizzazione delle produzioni tipiche locali e delle nuove
possibilità offerte dal turismo culturale e enogastronomico
uno dei punti su cui Legambiente centra la sua attenzione attraverso le
norme della legge Realacci-Bocchino.
Più nel dettaglio la legge prevede una serie di incentivi
economici (ma anche anagrafici, come la norma che consente di
registrare nei piccoli comuni bimbi nati altrove) per ripopolare i
borghi più piccoli: si va dall’Ici ridotta a una
diminuzione dell’imposta di registro per l´acquisto
di immobili. Ciascuna regione può decidere incentivi
finanziari e premi di insediamento a favore di coloro che trasferiscono
la propria residenza e dimora abituale o la sede di effettivo
svolgimento della propria attività economica, impegnandosi a
non modificarla per un decennio, da un comune con popolazione superiore
a 5.000 abitanti ad un piccolo comune. Incentivi che valgono
naturalmente anche per i residenti che ristrutturano la propria casa o
avviano una attività economica. Centrale è poi il
tema dei servizi: scuole, uffici postali, sportelli bancari,
sanità. Le regioni possono ad esempio stipulare convenzioni
con gli uffici scolastici regionali del Ministero
dell’istruzione, dell’università e della
ricerca per finanziare il mantenimento in attività degli
istituti scolastici statali nei piccoli comuni che rischiano invece di
essere chiusi o accorpati; mentre le poste, al fine di garantire il
servizio, potranno contare sulla possibilità di aperture
alternate o uffici mobili, l’amministrazione comunale
può stipulare apposite convenzioni, di intesa con le
associazioni di categoria e con l’Ente Poste,
affinché il pagamento dei conti correnti sia assicurato
dagli esercizi commerciali. Questi comuni hanno però bisogno
anche di pubblicità, di farsi conoscere. Ecco allora la
possibilità di segnalare sulla cartellonistica stradale i
propri prodotti tipici di punta, ecco un portale interamente dedicato
alle produzioni agroalimentari di qualità dei comuni
lilliput, ecco la necessità di programmi televisivi ad hoc
per divulgare realtà storiche, artistiche, sociali,
economiche ed enogastronomiche dei piccoli comuni. Spazio anche ad
internet, e non solo con il portale: i progetti informatici avranno
precedenza nell’accesso ai finanziamenti pubblici per la
realizzazione dei programmi di e-Government.
Tornando invece all’iter di questa legge, vale la pena
sottolineare alcune tappe significative. Il primo studio, fatto da
Legambiente-Confcommercio e Serico-Cresme, che evidenzia la
fragilità di questa Italia minore, ma anche le enormi
potenzialità turistiche, storiche ed economiche dei piccoli
campanili. L’avvio, da parte di Legambiente, di una vera e
propria campagna (con la partnership di Maurizio Costanzo Show e Sette)
per valorizzare i piccoli comuni e sostenere la legge. Una campagna che
ha visto l’adesione di tanti comuni (oltre 500), province,
regioni, comunità montane, enti parco.
L’iniziativa di Legambiente ha ricevuto anche il plauso del
presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi.
´´Questi borghi - ha detto il capo dello Stato nel
maggio scorso - rappresentano un presidio di civiltà,
concorrono a formare un argine contro il degrado idrogeologico e spesso
possiedono impianti urbani medievali, antichi, di grande valore.
Riconquistiamo questi luoghi. Essi sono parte integrante, costitutiva
della nostra identità, della nostra Patria. Possono essere
un luogo adatto alle iniziative di giovani imprenditori.
L’informatica e le tecnologie possono favorire questo
processo. La tendenza verso il ritorno ai piccoli centri - ha aggiunto
è già in atto, ben visibile nei dati preliminari
dell’ultimo censimento. Ma può diventare anche
questa una grande avventura, una opportunità da
cogliere´´.
Il
testo integrale della proposta di legge
Visitate
il sito della Piccola Grande Italia
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| 23/10/2006 |
| Francesco squillace |
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