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| Nubi sul futuro dell'opera |
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Quanti
pensavano, o intimamente speravano che la conferenza stampa riguardante
l’interruzione, o la ripresa, dei lavori sulla Strada del
Mare, ovvero del Petilino, riservasse particolari sorprese, hanno
ricevuto la sola sorpresa di non sentire nulla di particolarmente
nuovo.
L’incontro
con la stampa è avvenuto negli uffici della vicepresidenza
della Provincia di Crotone. La durata della conferenza, più
o meno dieci minuti, la dice lunga sulla mancanza di un qualsivoglia,
interessante discussione sull’argomento. Presenti alla
conferenza, oltre ad uno stuolo di testate locali desiderose di notizie
fresche, o risolutive, il vicepresidente Emilio De Masi, il capo
dell’ufficio tecnico ing. Adolfo Benevento e
l’assessore Salvatore Bonofiglio.
Il
vicepresidente De Masi ha aperto i lavori sottolineando la
consapevolezza del particolare momento di scoramento che vivono le
popolazioni del petilino a causa dell’interruzione dei lavori
che, osserva “si sta rivelando una situazione limite, senza
precedenti”.
A
chi ha fatto osservare che le popolazioni interessate, ed in attesa da
trent’anni di questa fatidica strada, guardano con sfiducia e
tristezza quel cantiere chiuso ed abbandonato da oltre un anno per via
delle note vicende che hanno portato anche all’insediamento
di una commissione di accesso agli atti nella Provincia, e, sconfortati
tuonano i più neri presentimenti, De Masi risponde:
“La nostra amarezza non è dissimile da quella
delle popolazioni del petilino. Stiamo percorrendo ogni strada
affinché il problema si risolva al più
presto”.
In
verità la consapevolezza degli amministratori provinciali di
non poter dare notizia di qualche radicale svolta sulla vicenda
“strada del mare” era evidente, ma la forte
pressione del coordinamento “Diritto al Mare” di
Petilia Policastro affinché su questo “caso
limite” non si spegnessero le luci, ha indotto la
vicepresidenza a dare alle popolazioni interessate segnali di
un’attenzione sempre vigile sulla vicenda, definita non a
caso “senza precedenti”.
Quindi
al di là delle imprecise date sulla ripresa dei lavori,
nonchè della querelle che indefinitamente, e a turno,
riserva a tutti i protagonista ora torto, poi ragione, il tutto
è ormai divenuto un filato aggrovigliato, triste, povero!
Forse
la maggioranza dei protagonisti di questa ingarbugliata vicenda
dimenticano troppo facilmente che questo diritto acquisito, e subito
requisito, ad una viabilità “normale” di
una vasta e popolosa area della provincia di Crotone, è
legata ad una richiesta di crescita civile ed imprenditoriale che
è incominciata nientemeno trentacinque anni fa!
Sarebbe
ora che le autorità preposte alla soluzione, della difficile
e contorta disputa legale, affrettassero le conclusioni di una
controversia che ha letteralmente sfiduciato un’intera
popolazione. L’inquietudine e la delusione delle genti del
petilino è ormai incontenibile. “Tutto
ciò - rivela nella conferenza stampa l’assessore
Bonofiglio -, non è certamente imputabile alla nostra
volontà. Per tutti noi, per le popolazioni che
rappresentiamo , questa strada è un’opera
strategica che darà dignità e fiducia a tutto
l’Alto marchesato”.
Intanto
si naviga a vista. Nulla si dà per certo, nulla
c’è di nuovo. “Siamo in contatto -
informa il capo ufficio tecnico ing. Benevento - con lo studio Orrick
di Roma per le consulenze del caso. Non è una situazione
facile; stiamo esaminando le richieste dell’impresa uscente
per poter arrivare al più presto ad una soluzione adeguata
alle esigenze reciproche”.
La
realtà è che dopo tanti anni di richieste,
proteste, studi e movimenti popolari il risultato è
tipicamente calabrese: incomprensibile!
Intanto,
si attende che il Tar si pronunci sul caso per poter decidere quale
sarà l’impresa che porterà a termine i
lavori. I rischi ci sono tutti; c’è persino quello
di una nuova asta per incaricare un’altra ditta.
Insomma
ce n’è per ogni tipo di ansia, nonchè
una sola ingombrante certezza: il finanziamento a copertura dei lavori
di quest’opera scade il 31 dicembre 2008, quindi per quella
data i lavori devono essere consegnati, altrimenti... Non resta che
attendere, attendere che il delicato asse Tar-impresa-Prefettura
sciolga ogni nodo dell’intricata vicenda.
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| 25/07/2006 |
| Masino medaglia |
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