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Riflessioni su un manifesto  
  
 
La politica di rimessa
 
Il manifesto della sezione DS di San Mauro Marchesato si presta a una serie di riflessioni che attengono ad aspetti diversi della situazione politica e sociale del nostro paese.
Premesso che si può essere più o meno daccordo sull'impostazione comunicativa, e non ho difficoltà a inserirmi tra i favorevoli all'impostazione che la sezione a scelto, ritengo che sarebbe più utile soffermarsi sugli aspetti sostanziali posti sul tappeto.
Questo anche perchè ritengo che sia sempre meglio rispondere con un pò di sano umorismo alle comiche di  un Sindaco che continua a fare il conto delle opere fatte, e che per non dimenticarne nemmeno una, si porta i fogliettini appresso, o che riesce a rivendicare come propri anche dei fallimenti come il Sito Istituzionale che funziona ad anni alterni, o l'ex parco giochi della Carrera, o le quattro docce perenni del Soccorso, o le estati Sammauresi con i cantautori "i cutroni ", o i marciapiedi "rampa" a scacchiera, o le piste ski-board propagandate come riqualificazione delle aree verdi, o che aspetta l'uscita del manifesto per far togliere la ringhiera posta in mezzo alla strada e messa in opera il giorno prima.
Solo un sano umorismo ci può impedire di cadere nella depressione di chi vede la realtà del nostro paese e poi legge interviste come quelle del Sindaco.
Nonostante tutto continuo a rimanere convinto che solo chi resta fermo non sbaglia e quindi, al di la della gustosa presa in giro della maniacale riproposizione della lista della spesa che il sindaco periodicamente ci propina, non darei eccessiva importanza alla cosa che si commenta da sè.
Ma proprio perchè non riteniamo sia questo l'elemento fondamentale della contesa, cerchiamo invece di riflettere su ciò che di sostanziale si può ricavare dalla situazione che ha generato l'intervista, il manifesto, e le eventuali ripercussioni.
Un primo elemento di riflessione me lo suggerisce l'autore dell'intervista, Byros, quando rivendica il merito di aver svegliato dal letargo la sezione DS.
E' indubbio infatti che le uniche azioni concrete che la sezione DS sta portando avanti da 2 anni e mezzo a questa parte, sono azioni di rimessa, e propositive solo nell'ambito festaiolo.
Quando dico di rimessa intendo questa locuzione nel suo senso più proprio: Si agisce solo se provocati, e nemmeno sempre, o se obbligati, (vedi elezioni varie), e per il resto si delega l'azione politica ai salotti televisivi o ai salotti privati. Ho già avuto occasione di dire, anche su questo sito, che il partito che meglio ha saputo applicare la lezione del "partito leggero" di berlusconiana memoria, almeno nelle periferie, è sicuramente il partito dei DS. Con la non trascurabile differenza che mentre per Berlusconi questa è una necessità dettata dall'assenza di un radicamento nel paese, per i DS invece, questo si traduce nlla lenta e inesorabile distruzione di un radicamento storico che è costato sangue e sudore a milioni di persone.
Ho sentito un'affermazione che ritengo il sintomo più evidente di questa situazione emblematica: "ma in fondo gli altri cosa fanno più di noi!"
E' un segno dei tempi! Mentre prima erano gli altri che cercavano di rincorrerci sul terreno dell'azione e dell'elaborazione teorica, oggi ci si accontenta di adeguarci all'immobilismo degli altri... se gli altri non si muovono, a che prò stancarsi inutilmente.
La sinistra ha perso, almeno per il momento, la voglia di fare politica per l'emancipazione delle masse popolari per ridursi alla semplice rincorsa dei momenti elettorali, riducendo le sezioni a sale di ricevimento per l'onorevole di turno... come nella tradizione più genuina di Democristiana memoria.
Ed ecco che allora un manifesto come quello che la sezione ha affisso in questi giorni, nonostante la fondatezza delle tesi espresse, lascia l'amaro in bocca a quelle persone che sconsolatamente si chiedono del perchè soltanto adesso...., del perchè dell'assenza sul terreno della proposta, del perchè dell'immobilismo stagionale.
E non vale nemmeno il discorso dell'essere, in fondo, soltanto opposizione, perchè sarebbe come dire che tutti coloro che hanno vissuto una vita d'opposizione attiva, hanno vissuto una vita inutile.
E non vale neanche il discorso di quelli che... "Hanno vinto! Tocca a loro risolvere i problemi per 5 anni!" Perchè sarebbe come dire si fa politica solo per vincere e non per partecipare.
Non è purtroppo un discorso solo della sezione di San Mauro, il fenomeno, purtroppo riguarda la gran parte delle strutture periferiche del partito e basta farsi un giro per la provincia, senza andare molto lontano, per rendersi conto che l'elaborazione politica è lasciata solo in mano agli amministratori di qualsiasi struttura istituzionale e non, che hanno avocato a se anche il compito proprio delle strutture politiche.
Presidenti, Sindaci, Assessori, Consiglieri di enti che invece di pensare ad amministrare la cosa pubblica, come nel loro compito istituzionale, diventano attori di una battaglia politica asservita ai fini del loro potere personale.
Federazioni e sezioni di partito che diventano soltanto organi di ratifica di decisioni che sono prese altrove o luogo di scontro di fazioni che di politico hanno ormai soltanto il nome.
Ma, ritornando al manifesto...
Mi sono chiesto: al di la delle risate che molti giovani si saranno fatte nel leggere di argomenti a loro più congeniali (la pupa è il secchione), quali argomenti essi avranno potuto trovare per innescare una discussione che travalichi il momento contingente...? Quali proposte sono in esso contenute che siano foriere di riflessioni sul loro futuro e sul loro possibile impegno politico...? Quali argomenti contiene i manifesto che possa riavvicinarli a quella politica che hanno imparato a disprezzare...? Quali azioni, propedeutiche al manifesto, li hanno coinvolti in questi ultimi anni?
Sono queste le domande senza risposte che, emblematicamente, il manifesto pone una volta passata l'ebbrezza della rivincita comunicativa.
Sono questi gli argomenti che vorremmo affissi sui muri di San Mauro con frequenza non annuale.
Sono queste le sorprese che vorremmo ricevere a Natale, non dal Sindaco, ma da tutta le forze politiche degne di questo nome.      
 
16/11/2006
Francesco Squillace
 
 
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