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Festa del Soccorso 2006  
  
 
Festa sotto la pioggia
 

Nonostante ci abbia provato per tutte e tre le giornate della festa, il Dio della pioggia non è riuscito nell'intento di rovinare la festa ai Sammauresi.

Le previsioni catastrofiche dei metereologi italiani non ci anno azzeccato, almeno per quanto riguarda questa piccola parte del marchesato Crotonese.
Veramente, a rimanere scornate sono rimaste soprattutto le numerose cassandre che, pur senza confessarlo apertamente, avevano sperato in un inizio di giugno carico di acqua. E le nuvole minacciose che accoglievano i pellegrini, il vnerdì sera, non lasciavano presagire nulla di buono. Tra tutti gli astanti il Santuario della Vergine del Soccorso, prima della processione verso il paese, il discorso numero uno riguardava sicuramente le previsioni: tra i più anziani il ricordo riandava alle volte che  la processione si era svolta sotto la pioggia e alle occasioni in cui si era dovuto rinviare i fuochi o il concerto finale.

Poi sono iniziati i fuochi e tutto come per magia è svanito lasciando posto alla commozione e al raccoglimento. La fiumana interminabile di fedeli ha iniziato il percorso secolare dietro il quadro con le canzoni di sempre, le preghiere, e il suono della banda musicale.
Anche il sabato è filato tutto liscio. La processione si è snodata per le vie del paese con la solita cadenza e sotto un magnifico sole primaverile a dispetto dei colonneli dell'Aereonautica.
    
Poi una volta concluso il percorso, quando ancora le bancarelle non avevano steso tutte leloro mercanzie, la pioggia si è presa l soddisfazione di farci correre a prendere gli ombrelli, rovinando soprattutto il divertimento dei bambini assiepati sui bordi delle giostre.  Come tutti i temporali estivi, però, il tutto è durato solo lo spazio di un pomeriggio, lasciando a tutti la soddisfazione di compiere il rito del passeggio dalla carrera alla Piazza, anche se un pò infreddoliti. Il complesso serale ha potuto eseguire in tranquillità lo spettacolo in cartellone, come al soito nell'indifferenza dei più.  

La domenica mattina tutti al Soccorso alla messa, ma soprattutto a girare ra le bancarelle che per la verità sono state molte di meno rispetto agli anni precedenti. Le previsioni metereologiche sono molto seguite tra gli addetti al commercio ambulante.    Il pomeriggio tutti alla riffa:  nonostante le continue minacce di acquazzoni dirompenti, Gianni è riuscito a compiere il rito fino in fondo, con alcune innovazioni tecnologiche molto redditizie come quella delle offerte effettuate via telefono. Il pubblico come sempre ha seguito con attenzione le offerte con la segreta speranza di un nuovo uovo da migliaia di Euro che servisse a riptarci agli onori della stampa locale e nazionale. Il botto no c'è stato ma il bottino non è stato nemmeno tanto magro, contribuendo come al solito, e più degli altri anni, a rimpinguare le finanze del comitato festa che per l'cccasione, per a prima volta da diversi decenni, è stato presieduto dal parroco.
    

Poi il solito "sdruscio" fino alle 22.00  quando, puntualmente, Toto Cutugno ha iniziato lo spettacolo. Nonostante qualche goccia,  avvertita in modo particolare da coloro che eerano sprovvisti di capelli, e nonostante il freddo non proprio estivo, il pubblico era numeroso con molti fans che venivano dai paesi vicini. Lo spettacolo è andato avanti fino alle 23.00 quando la pioggerellina si è trasformata in acquazzone e i tecnici hanno costretto l'artista a interrompere. Bisogna dire che Cutugno non ha mai del tutto abbandonato il palco e si è divertito alle performace canore di Luigi Borda e di un altro ragazzo di San Mauro, figlio di Alfonso Grisi, che ha addirittura accompagnati al pianoforte.    

Poi dopo una pausa di un quarto d'ora il tempo si è rimesso al sereno e Cutugno ha potuto concludere lo spettacolo per i molti che erano riusciti a resistere sotto l'acqua. Uno spettacolo divertente e molto ben condotto a dispetto dei molti che lo volevano un personaggio da contestare. Un mix di canzoni e di dialoghi che non ha annoiato i presenti. La festa è finita tra gli applausi e una piazza ancora gremita di persone che avrebbero voluto continuare ad oltranza nonostante la stanchezza che traspariva evidente dai loro occhi e dalla loro andatura.   Del resto, è questa forse la costante della nostra festa, per grandi e piccoli: finisce sempre troppo presto rispetto ai nostri desideri.
 
09/10/2006
Francesco Squillace
 
 
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