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| Festa sotto la pioggia |
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Nonostante ci abbia provato per tutte e tre le giornate della festa, il
Dio della pioggia non è riuscito nell'intento di rovinare la
festa ai Sammauresi.
Le previsioni catastrofiche dei metereologi italiani non ci anno
azzeccato, almeno per quanto riguarda questa piccola parte del
marchesato Crotonese.
Veramente, a rimanere scornate sono rimaste soprattutto le numerose
cassandre che, pur senza confessarlo apertamente, avevano sperato in un
inizio di giugno carico di acqua. E le nuvole minacciose che
accoglievano i pellegrini, il vnerdì sera, non lasciavano
presagire nulla di buono. Tra tutti gli astanti il Santuario della
Vergine del Soccorso, prima della processione verso il paese, il
discorso numero uno riguardava sicuramente le previsioni: tra i
più anziani il ricordo riandava alle volte che la
processione si era svolta sotto la pioggia e alle occasioni in cui si
era dovuto rinviare i fuochi o il concerto finale.
Poi sono iniziati i fuochi e tutto come per magia è svanito
lasciando posto alla commozione e al raccoglimento. La fiumana
interminabile di fedeli ha iniziato il percorso secolare dietro il
quadro con le canzoni di sempre, le preghiere, e il suono della banda
musicale.
Anche il sabato è filato tutto liscio. La processione si
è snodata per le vie del paese con la solita cadenza e sotto
un magnifico sole primaverile a dispetto dei colonneli
dell'Aereonautica.
Poi una volta concluso il percorso, quando ancora le bancarelle non
avevano steso tutte leloro mercanzie, la pioggia si è presa
l soddisfazione di farci correre a prendere gli ombrelli, rovinando
soprattutto il divertimento dei bambini assiepati sui bordi delle
giostre. Come tutti i temporali estivi, però, il
tutto è durato solo lo spazio di un pomeriggio, lasciando a
tutti la soddisfazione di compiere il rito del passeggio dalla carrera
alla Piazza, anche se un pò infreddoliti. Il complesso
serale ha potuto eseguire in tranquillità lo spettacolo in
cartellone, come al soito nell'indifferenza dei più.
La domenica mattina tutti al Soccorso alla messa, ma soprattutto a
girare ra le bancarelle che per la verità sono state molte
di meno rispetto agli anni precedenti. Le previsioni metereologiche
sono molto seguite tra gli addetti al commercio
ambulante. Il pomeriggio tutti alla
riffa: nonostante le continue minacce di acquazzoni
dirompenti, Gianni è riuscito a compiere il rito fino in
fondo, con alcune innovazioni tecnologiche molto redditizie come quella
delle offerte effettuate via telefono. Il pubblico come sempre ha
seguito con attenzione le offerte con la segreta speranza di un nuovo
uovo da migliaia di Euro che servisse a riptarci agli onori della
stampa locale e nazionale. Il botto no c'è stato ma il
bottino non è stato nemmeno tanto magro, contribuendo come
al solito, e più degli altri anni, a rimpinguare le finanze
del comitato festa che per l'cccasione, per a prima volta da diversi
decenni, è stato presieduto dal parroco.
Poi il solito "sdruscio" fino alle 22.00 quando,
puntualmente, Toto Cutugno ha iniziato lo spettacolo. Nonostante
qualche goccia, avvertita in modo particolare da coloro che
eerano sprovvisti di capelli, e nonostante il freddo non proprio
estivo, il pubblico era numeroso con molti fans che venivano dai paesi
vicini. Lo spettacolo è andato avanti fino alle 23.00 quando
la pioggerellina si è trasformata in acquazzone e i tecnici
hanno costretto l'artista a interrompere. Bisogna dire che Cutugno non
ha mai del tutto abbandonato il palco e si è divertito alle
performace canore di Luigi Borda e di un altro ragazzo di San Mauro,
figlio di Alfonso Grisi, che ha addirittura accompagnati al
pianoforte.
Poi dopo una pausa di un quarto d'ora il tempo si è rimesso
al sereno e Cutugno ha potuto concludere lo spettacolo per i molti che
erano riusciti a resistere sotto l'acqua. Uno spettacolo divertente e
molto ben condotto a dispetto dei molti che lo volevano un personaggio
da contestare. Un mix di canzoni e di dialoghi che non ha annoiato i
presenti. La festa è finita tra gli applausi e una piazza
ancora gremita di persone che avrebbero voluto continuare ad oltranza
nonostante la stanchezza che traspariva evidente dai loro occhi e dalla
loro andatura. Del resto, è questa forse
la costante della nostra festa, per grandi e piccoli: finisce sempre
troppo presto rispetto ai nostri desideri.
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| 09/10/2006 |
| Francesco Squillace |
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