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| Spettacoli estivi |
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Ieri sera il caldo era opprimente e la nottata si preannunciava di
quelle con il cartello “vietato dormire”. La voglia
di andare su Monte Fuscaldo a sentire i "Briganti e Kalamu" era tanta
ma le forze inversamente proporzionali.
Abbiamo deciso di fermarci a vedere lo spettacolo programmato
dall’estate Sammaurese per la serata.
Le prime avvisaglie erano promettenti… amplificazione e
luci, tecnici dall’aspetto professionale, strumentisti che
provavano e riprovavano con atteggiamento di competenza, e poi
l’idea di potersi sedere in un angolo con un po’ di
vento, non era certo da scartare a priori.
Verso le 22.00 il presentatore con tanto di valletta dava inizio allo
spettacolo promettendo oltre alla musica, anche tante risate e ricchi
premi per tutti offerti da una nota casa di abiti da sposa.
I premi non ci interessavano, ma la prospettiva di ascoltare della
buona musica e farci quattro risate, ci invogliava a restare anche dopo
aver sentito i primi pezzi che sapevano di molto arrangiato.
A un certo punto dello spettacolo è stato chiamato
l’ospite d’onore: un famoso cantautore crotonese il
cui nome non ricordavamo sicuramente per nostra ignoranza. La prima
canzone aveva un refrain che faceva più o meno
così:
“cum’è bellu u mari i Cutroni,
atricà Rimini e Riccioni”.
Vi lascio immaginare il resto…
Dopo aver non poco penato per trovare la base, ha finalmente cantato la
sua ultima fatica poetica dal titolo:
“Quanti cosi bboni ca si mancianu a cutroni”.
Il resto questa volta viene da sé, non vi dovreste nemmeno
sforzare di immaginarlo.
Meno male che ci hanno pensato i comici che dando fondo a un
turpiloquio da bettola degradata hanno strappato le risate di grandi e
piccini a suon di doppi sensi sessuali in tutte le salse.
Non posso raccontarvi altro, se non i commenti di coloro che hanno
preferito trascorrere altrove la loro serata.
Il bello che mentre tentavo di resistere per vedere se al fondo poteva
esserci una fine, mi chiedevo come doveva sentirsi il Sindaco presente
in piazza nel vedere che razza di spettacolo gli aveva rifilato questa
volta la Provincia.
Manco a farlo apposta c’è lo ha spiegato lui in
persona.
Le sue parole mi hanno sollevato: non era stata la Provincia questa
volta a fargli uno sgarbo ma era stata la sua tenacia e la sua passione
per questo spettacolo che, dopo due anni di
“annusamenti” gli aveva permesso finalmente di
portarlo a San Mauro.
Non solo, ha pure detto che questo spettacolo rappresentava il vertice
di un crescendo che concludeva degnamente “l’estate
Sammaurese”.
E’ proprio vero che al peggio non ci si riesce a farci il
callo, quando ti sembra di aver raggiunto proprio il fondo,
c’è sempre qualcosa che ti fa ricredere.
E si! Perché noi avremmo voluto scrivere invece al
presidente Iritale per dirgli che se proprio deve finanziare questo
genere di spettacoli se li programmi nelle sue piazze cittadine ed
eviti di mandarli in giro per i paesi. Se proprio deve finanziarli,
dicevamo, anche perché non ci sembra giusto che i nostri
soldi vengano buttati così sfacciatamente nella pattumiera.
Ma, tantè, adesso il Presidente Iritale potrebbe risponderci:
“Ma come, proprio il genere di spettacolo che piace
di più al vostro Sindaco?
A margine di questo bonario sfottò, c’è
però un fondo amaro di verità:
Da anni ormai, l’estate provinciale si riduce a pochi momenti
di autentico spettacolo a beneficio di pochi, e a tante accozzagli di
“nani e ballerine” a beneficio dei
molti…Fessi.
Siccome sappiamo…, o speriamo…, o vogliamo
fortemente sperare, che le parole del Sindaco erano solo parole di
circostanza, dette più per buona educazione e dovere di
ospitalità, che per amore di verità, lo
invitiamo, per l’anno prossimo, a rifiutare questi avanzi con
decisione, senza paura di dover giustificare una serata in meno.
Del resto, i nostri ragazzi, Franco, Alessio, Nuccia e Luigi, i ragazzi
della compagnia teatrale, la nostra banda musicale, e tutti gli altri
che a San Mauro si dilettano nella musica e nello spettacolo in
genere, sono sempre riusciti a divertirci lo stesso,
soprattutto in modo civile ed educato, e cosa di questi tempi non
trascurabile, con molti meno soldi e meno
“annusamenti”.
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| 22/10/2006 |
| Francesco Squillace |
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