Il Carnevale ha avuto
sempre, nelle piccole realtà come la nostra, la funzione
taumaturgica della festa liberatoria, a cui i nostri contadini,
difficilmente rinunciavano.
A differenza che in altri posti, nei nostri paesi il ricorso alle
maschere era abbastanza sporadico e comunque legato più
all'abbigliamento che alla mimetizzazione del volto.
Si prendeva in giro il potere utilizzando gli abbigliamenti di questo
per cambiare almeno una volta lo status sociale.
I più saccheggiati erano i paramenti sacri e le divise delle
forze dell'ordine, ma nella magior parte dei casi, la trasgressione
avveniva tramite un cambiamento di sesso figurato dall'uso di vestiti
femminili per gli uomini e maschili per le donne.
Una tradizione millenaria era però venuta a scemare nella
seconda metà degli anni 50, quando una disgrazia avvenuta
proprio nelle serate di carnevale aveva reso questa festa un
appuntamento di paura e di apprensione.
Solo negli anni 80 si è ricominciato, ad opera dei
ragazzi del "Circolo Nuove Proposte", un ciclo virtuoso che
con i suoi alti e bassi, e poi proseguito fino ai giorni nostri,
passando dalla rappresentazione classica della morte di Carnevale, alla
costruzione di maschere e di carri allegorici.
Quelle che vedete in queste immagini sono manifestazioni diverse che in
questi anni hanno avuto luogo grazie alle varie associazioni che si
sono via via succedute.
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