Il re è nudo
 
Quando i vedenti non vogliono vedere
 
Mi è capitato da poco di rileggere la fiaba di Andersen “I vestiti nuovi dell’imperatore” ad una bambina di cinque anni e naturalmente anche lei è rimasta affascinata dal bambino che,unico tra i presenti,appena vede l’imperatore urla:”Ma non ha niente indosso!”. Forse per questo mi è tornata in mente quella esclamazione quando ho letto il contributo di Rita Maria Militi “La scuola primaria al sesto posto nell’indagine internazionale IEA-PIRLS”.
In particolare mi è venuto da pensare:-finalmente qualcuno che dice quello che si vede a occhio nudo, ma che nessuno osa dire- quando la Militi esclama:
“Perché nessuno riflette abbastanza sul fatto che la scuola superiore di II grado,pur con sperimentazioni degne di nota,in effetti è ferma al 1923? Oppure che la scuola primaria è l’unico ordine di scuola ad avere due ore settimanali dedicate esclusivamente alla programmazione e alla verifica?”
Sono due affermazioni talmente evidenti da risultare perfino ovvie se nel nostro paese non dominasse il modo di vedere di impostori che si sono spacciati per tessitori della stoffa più straordinaria che si poteva immaginare. L’inganno,come nella fiaba,è riuscito perché i falsi tessitori hanno sempre minacciato chi non vedeva niente di essere stupidi o incompetenti. Eppure la storia non lascia adito a dubbi mentre la scuola superiore di II° grado non è mai stata riformata,la scuola elementare è stata riformata ben due volte anche se ci limitiamo agli ultimi 50 anni:nel 1990(con la Legge 148)e nel 2003(con la L.53),i programmi poi hanno subito altri due tentativi di riforma,quello di Berlinguer-De Mauro prima della legge 53 e quello della scorsa estate con Le indicazioni per il Curricolo.
A partire dalla riforma attuata con la legge 148/1990 è diventato obbligatorio
per le maestre fare un orario settimanale di 22 ore più 2 di programmazione,senza contare che la legge non ha fatto altro che ratificare e generalizzare quella che era già una pratica consolidata per le maestre del Tempo Pieno. Quindi sono ormai 20 anni che le maestre si incontrano ogni settimana per pre-occuparsi dei loro alunni.
Sono stupido o incompetente se non mi meraviglio che alle superiori sia difficile organizzare degnamente i corsi di recupero? Come potrebbe essere diversamente se i professori si incontrano per parlare degli studenti solo al momento degli scrutini?
Ma è talmente prevalente il modo di vedere dei tessitori imbroglioni che “con grandi forbici tagliarono l’aria e cucirono con ago senza filo”che non ci si arrende nemmeno davanti ai risultati delle indagini internazionali. Nella indagine IEA-PIRLS la scuola elementare italiana è arrivata 6°, per la comprensione della lettura da parte dei bambini di nove anni,mentre nella rilevazione OCSE-PISA sulle competenze dei 15enni in scienze ha visto l’Italia al 36° posto su 43 paesi partecipanti. Ebbene i nostrani tessitori d’aria non si arrendono nemmeno davanti a queste evidenze,ne ho già sentito più di uno affermare che se a 15 anni i nostri ragazzi sono caduti così in basso qualche colpa devono avercela anche le maestre elementari. Dimenticano lor signori quello che la Militi ci ricorda con l’ingenuità del bambino della fiaba:
“Nella scuola primaria non c’è maestro/a che insegni senza partire dal bambino dalla sua realtà,dalla sua storia,dal suo ambiente. Un bambino che apprende con il corpo,con i sentimenti,con il gioco e con il pensiero,che può rifare i percorsi,che può sbagliare senza timore… Poi arriva alla scuola media e trova dodici discipline,undici professori e va in ansia da performances. E’ forse in questo passaggio discontinuo che ci giochiamo l’apprendimento,la voglia di apprendere e anche l’OCSE-PISA? “

“Signore Iddio!La voce dell’innocenza-disse il padre e ognuno sussurrava all’altro quello che aveva detto il bambino.- C’è un bambino che dice che non ha niente indosso!
-Non ha proprio niente indosso!-urlò infine tutta la gente.
E l’imperatore si sentì rabbrividire perché era sicuro che avevano ragione;ma pensò:”Ormai devo guidare questo corteo fino a…alla fine!”e si drizzò ancor più fiero e i ciambellani camminarono reggendo la coda che non c’era per niente.
Arturo Ghinelli
Su Proteo Fare Sapere
 
 
 
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