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"Vedo con occhi che sentono. Sento con mani che vedono."

Goethe
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\\ Home Page : Storico : Ciò che non vogliamo (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 09/06/2007 @ 17:42:39, in Ciò che non vogliamo, linkato 290 volte)
I giornali locali e nazionali sono pieni delle notizie relative alle massicce campagne stampa sulla legalità che quotidianamente vedono come protagonisti, più o meno assoluti, il Presidente, gli Assessori e i consiglieri della Regione Calabria e personalità di altre istituzioni regionali.
Le scuole sono inondate di proggetti sulla legalità i cui risultati finali vengono rappresentati in pompa magna sempre alla presenza del referente istituzionale di turno.
In ognuna di queste occasioni sentiamo ripetere un refrain che è diventato quasi uno slogan pubblicitario vista l'ossessività con cui viene ripetuto: La legalità non è qualcosa che si impone ma è un atteggiamento che si acquisisce da piccoli e si dimostra nei comportamenti quotidiani prima ancora che nelle grandi occasioni.
Quando si analizza il fenomeno delle illegalità diffuse nella nostra regione, questi signori pongono quasi sempre l'accento sullo strabismo della stampa e della scuola che, a loro dire, si interesserebbero dei grandi fenomeni della ndrangheta e della mafia sorvolando sui piccoli comportamenti quotidiani, prodromi di grandi illegalità.
E' una gara a chi riesce ad individuare il più piccolo segno di principio di illegalità nei ragazzi, nelle famiglie, nelle periferie degradate.
Ora uno si aspetta che il "palazzo", così attento nell'analisi del fenomeno abbia compiuto un'accurata indagine in casa sua per estirpare i più piccoli segni di illegalità.
Basta leggere i giornali per rendersi conto che ciò non avviene da molto tempo e che coloro che si riempiono la bocca di questi discorsi dovrebbero tornare a scuola e impararne ancora l'ABC.
Starete pensando che anche io sia caduto nella sindrome accusatoria del potere che impazza in questo momento. Bene se per altri è soltanto una sindrome passegera nel mio caso si può parlare di malattia conclamata e questo sito ne è stato molto spesso testimone.
Adesso però ho scoperto una piccolezza nel maremagnum delle illegalità regionali che mi (ci ) riguarda e desidero mettervi al corrente:
Guardate bene la foto seguente,

Immaginatevi la sorpresa di mia moglie qando ha visto l'immagine del quadro che tiene in soggiorno in formato 50/70 riprodotta sul sito del portale del turismo della Regione Calabria.
Poi scendendo più in basso la sorpresa è diventata spavento quando, riprodotta in basso, sempre sullo stesso sito, vediamo l'immagine che riproduce l'antico frantoio di casa Moreli a "Gullo" e che abbiamo in casa da 22 anni.


In questa situazione tre sono le cose certe:
1) Io ho in casa i negativi originali e le stampe di queste foto
2) Nessuno mi ha chiesto l'autorizzazione alla pubblicazione di queste foto sul portale del turismo della Regione Calabria.
3) Io non ho mai autorizzato questo utilizzo.
Due sono le conseguenze logiche di questa situazione:
1) Il portale del turismo della Regione Calabria. costato centinaia di migliaia di Euro è stato costruito con materiali non autorizzati e sicuramente non pagati.
2) I curatori del sito e i responsabili istituzionali non sanno neanche lontanamente cosa sono le leggi sul Copyright, o molto più semplicemente, se ne fregano.
Conclusione:
La legalità riguarda i ragazzi, le famiglie, i docenti, per i nostri amministratori invece questa è soltanto un optional.

 
Di Admin (del 30/05/2007 @ 14:46:19, in Ciò che non vogliamo, linkato 750 volte)
Byros il curatore dell'omonimo blog su Splinder ha iniziato uno sciopero della fame e della sete da ormai 50 ore per combattere contro l'indifferenza verso il suo caso che lui definisce di mobbing nella scuola.
Quello che pubblico di seguito è il testo del suo appello già uscito sui maggiori quotidiani locali.
Salve, vi chiedo anticipatamente scusa se ruberò 5 minuti del vostro prezioso tempo ma a volte sento di moltitudini di persone che si danno da fare per un gattino, bè credo che una vita umana valga di più. Si è tanto parlato di chi dovesse o non dovesse staccare la spina di Piergiorgio Welby, io la mia l'ho già staccata, ho iniziato ad aspettare chi voglia riattaccarla
Mi presento, mi chiamo Rosario Rizzuto ho 34 anni e abito a Scandale (in provincia di Crotone) con moglie e due bambini di 8 e 4 anni, sono giornalista pubblicista e Consigliere Comunale nel mio comune di residenza, dalle 12,00 di lunedì 28 maggio 2007 ho iniziato il mio personale sciopero della fame e della sete Il tutto è legato agli innumerevoli episodi di mobbing che ho subito, e sto subendo, a decorrere da dicembre 2006 in quello che dovrebbe essere il mio ufficio e cioè la segreteria dell'Istituto d'Istruzione Secondaria Superiore “G.V. Gravina” di Crotone dove ho l'incarico a tempo indeterminato di Assistente Amministrativo.
Dico dovrebbe perchè dall'8 gennaio 2007 sono stato costretto, per motivi di salute, ad evitare ulteriore stress, e da allora non ho più messo piede in ufficio. Ho iniziato una mia personale battaglia, ma dopo oltre 5 mesi io sto a cuocermi nella mia rabbia mentre la “mia” quasi ex scuola si prende il lusso di organizzare un convegno che ha come argomento la centralità della persona. ASSURDO!!!
Il mobbing nei miei confronti è iniziato a dicembre 2006 perchè mi sono permesso di scrivere sul mio blogwww.byros.splinder.com quello che mi stava succedendo a scuola; in particolare i miei superiori non hanno gradito che io avessi messo nero su bianco (altro che Articolo 21 della Costituzione) che la Dsga Luigina Mazza si fosse appropriata di soldi (anche se parliamo di una cifra ridicola ma è il principio che conta) che non le spettavano, e così sono cominciate le vessazioni. Neanche il tempo di tornare da una viaggio per un gemellaggio, al quale mi ero recato come Consigliere Comunale del mio paese, che mi ritrovo degradato dalle miei funzioni, con il computer staccato dal collegamento internet e dal programma principale per lavorare (Sissi) e cassettiera sequestrata.
Dopo pochi giorni ricevo una contestazione d'addebito dalla quale mi difendo il 20 dicembre 2006.
Vista ormai la provata incompatibilità chiedo al Ds il nulla-osta per terminare l'anno in un altro Istituto, mi assicura, e non solo a me, che me lo concederà.
Invece passano i giorni e, mentre io sono ormai a casa da alcuni giorni, il Ds Alberto D'Ettoris trasmette l'incartamento all'ufficio superiore (Usp) davanti al quale mi difendo tempo dopo.
Attendo pazientemente un qualsivoglia riscontro (intanto presento domanda di trasferimento) quando dall'Usp mi informano che il procedimento disciplinare in corso nei miei confronti è stato sospeso perchè l'intera pratica è stata trasmessa alla Procura. Qualcuno mi dice che la cosa pone a mio favore ma ormai non so più a chi credere.
Da allora, e ne sono passati di giorni, non ho saputo più nulla.
Ieri, lunedì 28 maggio 2007, trovandomi a Crotone per delle analisi, ho avuto la brillante idea di andare a seguire il già citato convegno sulla centralità della persona e così riincontrando “i vecchi” colleghi ho saputo che, addirittura a gennaio 2007, è stato pagato il Fondo d'Istituto dello scorso anno (2005/2006) ma io né ne ho avuta comunicazione né ho avuto accreditata qualsiasi somma.
Recatomi a scuola per chiarimenti, a parte il fatto che la collega Maria Mannarino mi diceva chiaramente che non si trovava il mandato, interpellata dal Dsga Mazza mi sentivo rispondere che di questo avrei dovuto parlare con il Dirigente Scolastico.
Ma mi domando: se si tratta di un atto amministrativo e contabile che c'entra il Ds?
Credo, anzi sono sicuro, che anche questo sia MOBBING! (quasi tutti i miei post sull'argomento si posso trovare qui: http://www.byros.splinder.com/tag/mobbing).
Stanco di tutto questo, ho deciso di iniziare questa mia protesta che spero porti a qualche risultato affinchè, come dovrebbe essere sempre, la giustizia trionfi.
In attesa di un Vs. riscontro... ringrazio per l'attenzione che vorrete porre alla mia presente.
Cordialità Rosario Rizzuto
 
Di Admin (del 01/04/2007 @ 16:32:59, in Ciò che non vogliamo, linkato 106 volte)


Cominciamo con questo articolo una serie di interventi volti a far vedere quali sono le cose che non vanno, nella fase politica attuale, nel nostro territorio e in modo particolare negli ambiti della trasparenza e della partecipazione.
Niente di polemico o di disfattista, ma soltano una finestra attraverso la quale, dirigenti e semplici aderenti al Partito, possono prendere coscienza degli elementi che stanno alla bae del progressivo distacco dei giovani dalla politica e dalla politica dei partiti di Sinistra in particolare.
E' ovviamente una visione parziale, che non nega gli eventuali elementi positivi, senza i quali non sarebbe necessaria la nostra azione, ma che tende a quella sana autocritica che da sola basta per migliorare.
Se poi, il mettere in luce le cose che non vanno, favorirà l'emergere delle buone pratiche e l'eliminazione delle disfunzioni, saremo ben contenti di trasformare questa "rubrica" del "ciò che non vogliamo" in quella del "ciò che vogliamo".
Per non essere tacciati di parzialità cominciamo proprio dalle cose che non vanno all'interno della Federazione dei DS di Crotone.
Iniziamo quindi dalla porta principale: "La finestra sul mondo della Federazione"
Se, per avventura, per curiosità, per desiderio di conoscere, per affetto, o soltanto per sapere come stà il Partito a Crotone, qualche compagno disperso per il mondo decidesse di collegarsi al link http://crotone.dsonline.it/ si troverebbe difronte la schermata che vedete sopra.
  • Ultima manifestazione di interesse fondamentale: Festa dell'Unità del 2005
  • Ultimo documento inserito: Documento della Segreteria del 22/02/2006 
  • All'interno neanche le  note biografiche sul segretario e il link per scrivergli.
  • Rubriche, iniziative, altre forme di comunicazione su ciò che il Partito sta facendo a Crotone: niente...
In compenso, è presente il logo della campagna tesseramento del 2007, quello sì,  aggiornato! Come a dire:
Tesseratevi, dateci i soldini, dimostriamo con i piccoli pezzi di carta che ci siamo e contiamo, per il resto non preoccupatevi di sapere, lasciate che siamo noi a decidere ciò che è meglio per voi, non prendetevi anche la preoccupazione di capire, che di preoccupazioni ne avete già troppe, per complicarvi ancora di più la vita con queste fisime moderne della conoscenza, della trasparenza, o ancora peggio, con la fisima sessantottina della partecipazione.
Eppoi, noi il sito lo abbiamo fatto per fare contenti quei maniaci della tecnologia e per formare una pezza di appoggio in più del bilancio, ma vi assicuriamo... non serve a nientaltro.
E per quanto riguarda le newsletter, basta comprare il Crotonese tutte le settimana per trovarci tutti i nostri inerventi, anche quelli più interni, che ormai il nostro direttivo non lo facciamo più in via Panella, ma nella piazza tipografica, che se permettete è un bel passo avanti sul terreno della Democrazia.
      
 
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